
Dimenticavo una cosa importantissima... Questa è Tempesta!!!
La gatta più rompiscatole del mondo.
E' una meraviglia di palla di pelo!
Miao!

Non è paragonabile, non è nemmeno lontanamente paragonabile il senso di incertezza della disoccupazione in confronto al detrimento psichico e organico dovuto alla compilazione di una tesi in filosofia, dover implorare settimana per settimana che le proprie pagine vengano lette, e settimana per settimana tornare a casa, un pomeriggio impiegato così: 3 ore di attesa (approssimando per difetto) al ricevimento, 2 ore di viaggio, 20 minuti di colloquio sull'EMPATIA. LA MIA TESI NON VERTE SULL'EMPATIA!!! Le ha lette le pagine che le ho portato 2 settimane fa? ..... No. In confronto all'umiliazione e all'onta di aver a che fare con l'arroganza e l'ignoranza infinita degli impiegati della biblioteca nazionale, con manipoli di studenti esaltati il cui più grande sogno nel cassetto è una cattedra per perpetrare attese di tre ore al ricevimento per poi parlare dell'empatia, affastellare pubblicazioni inutili di critica di inutili libri di critica. In confronto a parenti amici conoscenti che non sanno trattenersi dal chiedere ti sei laureata? e senza attendere la risposta ti sparano: E DOPO??? Con un misto di modesta compassione e tiepida curiosità. In confronto a: forse dovrei sapere il greco, forse dovrei sapere il tedesco, anche il danese non sarebbe male, forse sarebbe il caso di riprendere Kant, forse sarebbe il caso di studiare l'opera omnia di Signor sconosciuto che nessuno conosce ma che se non lo citi non va bene. Forse sarebbe il caso di scrivere più di 120 pagine, che è proprio il minimo indispensabile. Scrivetele voi 120 pagine di filosofia che non siano insensate. Che la filosofia è così: A è il contrario di B. A e B sono due diverse linee di critica,quindi non devi sbilanciarti e scrivere in maniera da copiare da A e B ma senza far emergere contraddizioni, senza far capire di non aver capito nè A nè B, nè ciò di cui A e B parlano, soprattutto scrivere una tesi senza far capire che la tesi non esiste. Io, sinceramente non ho ancora capito di cosa effettivamente parli la mia tesi. Più o meno come circa 16 mesi fa quando ho cominciato a pensarci. Ma basta ora.
Mi sono laureata si era capito? 110 e lode!! Che divino sollievo, che respiro chiaro ed etereo, che leggerezza sentirsi dire dagli amici che hanno sentito la discussione:
Non ho capito niente però bello! Una bella esperienza! Che bello mistificare il proprio disgusto e farlo apparire interessata soddisfazione quando il professore incentra sull'EMPATIA la presentazione della mia tesi. Che bello non dover più metter piede in quell'orribile segreteria votata al terrorismo gratuito. Ma basta.
Ciao a tutti, è commovente: miracolosamente ogni tanto qualcuno ancora viene in questo blog e si merita per questo un grande abbraccio!!!
A presto
C.
1) Gioco a scacchi ma perdo quasi sempre... Su www.scacchisti.it sono Ling, se qualcuno capita per caso in questo blog, sa distinguere un alfiere da un pedone e vuole avere una vittoria rapida e veloce può cercare sul sito suddetto, forse ci sono. Forse.
2) Se sempre quell'ipotetico qualcuno sente la mia mancanza, o vuole parlarmi può provare a scovarmi su msn, sono scintillare@hotmail.it . Forse mi trova on line. Forse.
Storiella.

Decidiamo di andare al mare, io pallidina, il mio fidanzatuccio pallidissimo e il Minchia che sa tutte le strade del mondo per delega satellitare.
Siamo reduci da IL MATRIMONIO e per colazione caffè freddo di ieri e accattonaggio di torta nuziale. Minchia, per favore, indicami la strada più veloce, vorrei andare all'Argentario. Certo, sono qui per questo, che ne dici di Cala Piccola? Il nome pare allettante... Ok per Cala piccola.
Siamo partiti un po' tardi, è quasi mezzodì, il minchia calcola un arrivo alle 14 e qualcosa e comincia ad indirizzarci per tutte le strade maremmane dimenticate da Dio. In 90 km abbiamo incontrato 2 automobili, un gheppio, 2 uccelli grandi, colombi, un imprecisato mammifero che si arrampicava, un riccio morto, svariate pecore, fiumi, tufo, polline, polvere, papaveri, balle di fieno e non meno di 150 agriturismi, infestanti peggio delle cavallette, una piaga d'Egitto.
Troviamo una locanda per mangiare, dice nuova gestione, no, all'aperto è rimasto solo un tavolo al sole. Volete andare giù? Ok. Un pranzo attufati in un resto di cantina muffosa senz'aria e maleodorante, uno stoccafisso che portava i piatti.
Minchia continua a scegliere il suo itinerario arzigogolato e delude ogni aspettativa conforme al buon senso, causa pranzo l'arrivo è posticipato alle 15 e qualcosa. Alfine il dubbio amletico... Ma non è che Cala in toscana vuol dire tipo cima, picco, montagna, altura???? Minchia segnala 300 metri da Cala Piccola, in effetti il mare sarà ad una distanza di 300m, ma in verticale, ci sono cartelli che parlano di una panoramica e di una torre e un cartello indicativo che segnala strada senza uscita e... SENZA ACCESSO AL MARE. Ci stanno coglionando e io intono: "nel cucuzzoloooo della montagnaaaa"... nel frattempo siamo entrati in una proprieta privata di un hotel e residence, la strada finalmente scende! ...... e poi risale..... : "nel cucuzzoloooo, della montagnaaaa...".
Niente cala piccola, rinunciamo, chissà dov'è, sarà diventata il vezzo privato di una villettta ecomostro o di un ecomostro hotel residence, speriamo di no però, speriamo di essere stati noi e il minchia ad aver sbagliato. Invertiamo, mettiamo a tacere minchia e ci avviamo verso quella che probabilmente è la spiaggia più triste dell'Argentario, si sono fatte già le 16 passate e il sole sta calando, l'acqua è fredda, ma è bella.
Follia musicale
parte seconda
Andai ad un concerto, uno dei miei pochi concerti, uno dei tanti concerti in cui non mi sono divertita - tanti, pochi, tutto si confonde - erano i blind guardian, era uscito un album dedicato alle saghe di Tolkien, elfi, fuochi, anelli, armature e tonnellate di decibel in pompa magna di fiero frastuono. Ero con un elfo, un mezzelfo ed uno hobbit. Lo hobbit in questione non aveva in particolare i piedi pelosi, ma fungeva quel giorno da improbabile sostituto. Ci fossi andata un anno prima a quel concerto avrei potuto raccontarlo e far leva sulla gelosia. Io morivo di gelosia, l'avrei resa al mittente. Il corrispondente, l'interlocutore ideale, il destinatario della mia posta prioritaria aveva interrotto bruscamente con parole equivoche lo scambio cartaceo, per poi inequivocabilmente retrocedere con parole telefoniche. Mi mancò lo sguardo che mi diceva: vai via - me ne vado, mi mancò anche uno sguardo che cercava motivazioni plausibili, nemmeno uno sguardo che fuggiva ma si portava via per la prima volta il cuore, il suo lontano da me, e insieme il mio, che glielo avevo spedito l'anno prima senza ricevuta di ritorno. Non mi lasciò prove, parole, mi lasciò solo il ricordo di una grigia cornetta del telefono. Mesi dopo, controvoglia imparai a memoria i testi, controvoglia comprai il cd, con chi lo avrei ascoltato? tentennando accettai i biglietti, finsi entusiasmo per qualche quarto d'ora, presi una maglietta nera enorme e orribile che non misi mai, urlai un po', vidi una pseudobolgia nera opaca che si annoiava dimenandosi, che ci credeva e non si accorgeva di annoiarsi terribilmente, bevendo e urlando, che cercava di tirar fuori dio sa cosa, entusiasmo, orgoglio, mania, spirito gregario, ma che tirava fuori solo urla e tuttalpiù vomito. L'investimento già esiguo di significato dirottò con cinica esattezza verso il non senso, archiviato fra le esperienze imbarazzanti.
Dall'archivio delle esperienze imbarazzanti: andare a messa, andare a lezione all'università, discutere la tesi, festeggiare i compleanni, andare a votare, andare a ballare, rimorchiare, cercare argomenti di discussione, andare a pranzo con i parenti del mio ragazzo, andare a pranzo con i parenti del mio ragazzo e i miei parenti.
Follia musicale
parte ultima
Quando lo vidi a Cortona, già sapevo che mi rimanevano pochi baci. Allora ricordai forte un momento che avevo conservato con cura, eravamo in camera sua, l'anno prima, l'avevo abbracciato lui mi carezzava, alzai lo sguardo e ci vidi insieme nel riflesso del televisore, la presi come l'immagine della felicità piena che mi assaliva. Mi sarebbe servita in futuro. Mi serviva adesso. Quell'adesso è un allora, che vibra sempre più impercettibile. Qualche settimana soltanto, un messaggio cartaceo, recapitato per via familiare, un incontro prestabilito, il rischio di non sapere e di non sapere se volere che il messaggio fosse giunto a destinazione, con tutti i rischi e le chiacchiere minacciose dei miei e dei suoi e del paese intero. Il giorno di Pasqua tutto si incrina, la messa, espediente importuno per l'incontro, il silenzio, il silenzio, il silenzio. Poi tutto precipita, il pranzo, ci sono tutti, tutti, il padre, la madre, un altro padre, un'altra madre, assolutamente troppi, ancora una chiesa, un portico, fra noi silenzio silenzio silenzio. Io lo voglio forte, lui silenzio, mi aggira, si allontana, conta i passi per una costante distanza. Poi la tomba, la macchina, il mal d'auto, siamo in quattro, assolutamente troppi, mi avvicino, mi abbasso, appoggio il collo sulle sue gambe, mi sdraio, aspetto un cenno, aspetto un contatto, mi giro, piango, guardo la voragine da cui tutto è spuntato come un vaso di pandora, è così profonda e ampia che non si vede la speranza. Fra le tante cose che se ne andarono con lui, espropriate, se ne andò la musica, suonando come un ombra.
Follia musicale_parte I
La furia del certosino
Mi ricordo come cominciò la mia odissea musicale, non so bene come, ma mentre le mie coetanee svenivano per la Pausini e/o Eros Ramazzotti e/o gruppi sfigatissimi technodance finiti nel brodo dell'oblio io scelsi un centro gravitazionale da cui far ruotare una doppia spirale di hard-rock-punk-metal-grunge-etcetc. Il famoso centro erano i polverosi e intramontabili ma tristemente tramontati Guns n' Roses, gruppo paraculo abbastanza trasgressivo e aspro da catalizzare le simpatie dei maschietti ma anche abbastanza morbido da sedurre femminucce stufe di editti parentali troppo stretti. Erano in realtà moribondi all'epoca, ma la forza della fantasia fa resuscitare anche corpi in decomposizione e da lì partii per un avventura che durò circa quattro anni e che mi portò ad ascoltare oscenità come Cradle of Filth, o gruppi dimenticati dalla grazia di Dio come Elegy o Hearthquake, avevo pochi interlocutori ma forte della mia superiore perizia metallografica disprezzavo la musica della radio, la musica dei miei genitori, la musica che mandano in palestra, la musica delle discoteche, la musica delle mie amiche, la musica di mtv (si chiamava videomusic al tempo) insomma ero musicalmente insopportabile, stracciona, saccente, chiassosa. Qualche pausa me la concedevo e allora ascoltavo cose tipo Alanis Morrisette. La follia era però la furia, che ancora non riesco a spiegarmi, con cui mi prese lo spirito del certosino. Scrivevo in continuazione, con miniature colorate, in fogli di ogni genere e consistenza testi su testi su testi di canzoni improponibili. Se mi prestavano un cd (futuristico ritrovato del supporto musicale) prima di restituirlo tutte le 16 canzoni erano copiate, sigillate ed archiviate, se sui giornali (evento raro) trovavo un testo di una canzone non lo strappavo mica, prendevo il foglietto, la penna e ricopiavo parola per parola con tanto di autori e all'occorenza anche gli accordi. Quando POSSEDEVO un cd, qui la paranoia, ricopiavo comunque tutti i testi su foglietti poi archiviati. Tutti i cd poi avevano una copia in musicassetta, casomai me li rubassero o si rompessero non avrei sopportato la perdita, ma anche per ascoltarli in giro con l'inseparabile walkman (credo non esistessero ancora o fossero troppo costosi i lettori portatili). Ancora oggi rimangono le vestigia di questa furia insensata sotto forma di una colonna alta tra i 15 e i 20 cm di fogli foglietti fotocopie della fase amanuense della mia vita. CONTINUA (purtroppo)
"Siano consegnati al copista certosino un calamaio, delle penne, del gesso, due pietre pomici, due corni, un temperino, due rasoi per la pergamena, un punzone normale e un altro più sottile, una matita di piombo, un righello, tavolette e stiletto".
Guignes il Certosino, Usanze
Per la gioia delle massaie
LA RICETTA DELLE MERINGHE
Preparativi: deve essere tutto molto freddo: mettere in frigo per un po' la scodella e le fruste dello sbattitore elettrico!!
Ingredienti (approssimativi per un paio di teglie)
3 uova (si usano solo gli albumi ovviamente)
300 g di zucchero a velo
un pizzico di sale
(Variazioni: cacao amaro e una tavoletta di cioccolato fondente.)
Svolgimento: montare gli albumi, il pizzico di sale e 150 g di zucchero con lo sbattitore elettrico a velocità massima fino a quando il composto è ben sodo, poi aggiungere lo zucchero rimanente e sbattere ancora.
La prova: se si rovescia la scodella il tutto non deve nè cadere nè colare!!!
Variazioni:A questo punto si possono aggiungere due o tre cucchiai di cacao e mescolare dal basso verso l'alto per incorporare il cacao facendo attenzione che il composto non si smonti. Invece del cacao si può aggiungere una tazzina di caffè ma allora occorre montare tutto di nuovo con lo sbattitore! con un po' di fantasia si possono fare meringhe al limone, alla fragola etc. etc.
Quando l'impasto è pronto arriva il momento della creatività: metterlo un po' per volta nella sacca da pasticcere e comporre artistici ciuffetti sulla teglia che dovrà essere infornata. Non dimenticate la carta da forno però!
Variazioni: prima di infornare si possono decorare con pallini di zucchero più o meno colorati che si trovano in commercio.
La cottura: le meringhe non devono propriamente cuocere, devono seccarsi, quindi bisogna lasciarle molto tempo, tipo un'ora e mezza a fuoco bassissimo, tipo 60°, con il forno un pochino aperto (ci sono degli strani strumenti di metallo adatti allo scopo). Dopouna mezzora già comincia a sentirsi il profumino!
Variazioni: quando sono pronte le si possono ricoprire di cioccolato fuso, e solo allora semmai decorarle con i pallini di cui sopra!
Buone meringhe a tutti!
Ieri crisi profonda, un precipitato temporale. Poi la sera mi chiedevo, ma come è possibile, è possibile? Non c'entrava niente con la crisi, o forse sì...Conciliare sincerità e tatto, è possibile? forse no. Una volta tanti anni fa stavo con un ragazzo, la cosa che più mi rimproverava era -non dire le cose in faccia- ecco come si fa? Eliminare il filtro pensieri parole è una delle cose che mi riesce di meno, però poi le mezze verità o i silenzi sono peggio e scavano e rovinano un sacco di cose. Avere riguardo e insieme schiettezza, come si fa? Trasparenza e diplomazia. Come si fa? Sono abituata ad addolcire le pillole e ai giri di parole, a sfilettare le opinioni, più spesso me ne sto zitta, a volte, rare, mi stupisco di quanto riesca ad essere brutale. La sincerità è importante ma è importante non far soffrire le persone dire una cosa con parole morbide o dire una cosa con parole crude è dire la stessa cosa? O non piuttosto mentire ad entrambi? I compromessi compromettono un sacco di cose, la sincerità compromette un sacco di cose. La filosofia spicciola di quel mio ex continuava così: -se dici le cose in faccia alla gente sempre, almeno sarai sicura di avere accanto persone che ti apprezzano per come sei e per quello che pensi- o una cosa del genere. Non mi ha mai convinto, poi le cose finirono, per vari motivi.
Vediamo se riesco a mettere un filmato.
(miracolo ci son riuscita)
Montréal, 1976
Pensavo che in generale, ma proprio in generale, pensavo che le persone tendono alla falsa modestia. Ovviamente è una bella generalizzazione, però quando mi capita di fare un complimento il fortunato si sminuisce, magari solo per educazione e si ridimensiona. Quando mi dicono di avere più fiducia in me stessa invece mi sento terribilmente incompresa. Poi il pensiero che in fondo tutti quanti sono talmente attaccati al proprio ego da sentirsi fondamentalmente incompresi (e un po' speciali) mi riporta su stati d'animo accettabili. Se mi dicono di non buttarmi giù mi sento incompresa perchè innanzitutto se mi lamento è una necessità che spesso non riesco a frenare, poi la maggior parte delle volte mi sento schiacciata dai miei difetti, ma soprattutto mi disturba che si pensi che lo faccio per falsa modestia dato che non mi manca la presunzione di affermare a chiare lettere i miei pregi scintillanti.
Lista provvisoria ed incompleta dei miei pregi scintillanti
Ecco fisicamente sono proprio bellina, i miei piedi, anche se risulta poco credibile, sono deliziosi e piccoli le gambe praticamente bellissime, i capelli lucenti e pieni di boccoli morbidi e naturali per non parlare del musetto armonico e molto espressivo e della mia terza taglia da far invidia, insomma oggettivamente dando un 10 a Monica Bellucci (la donna più bella del mondo)io un sette e mezzo me lo assegno decisamente (ovviamente truccata ben pettinata e adeguatamente adornata).
Poi sono intelligente, ecco, magari sono ignorante di un sacco di cose, però non sono per niente stupida e scrivo bene, conosco un sacco di parole e ho spiccate doti analitico-sintetiche e un gusto estetico particolarmente sviluppato.
Sono molto comprensiva e premurosa, assolutamente dolcissima e lucida. Sono educata (credo) poi mi adatto alle condizioni ostili e non dò mai giudizi perentori e affrettati (questo fa parte dell'essere comprensivi) Non litigo praticamente mai e poi boh per ora non mi viene nient'altro...
Pare training autogeno....
Dichiarazione d'amore per i miei alter ego
...La bionda

La rossa...
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...La nera...

Pensavo di farmi i capelli rossi però, e fare esercizi di telepatia e telecinesi. Per ora i risultati si lasciano attendere.
Sto preparando la tesi, preparando vuol dire che per ora vago in stato precario da un libro all'altro, ne cmincio 100 e poi mi metto a leggere Asimov (bellissssimo Asimov) e matura il senso dell'ineluttabile. L'altro giorno però ho scovato in mezzo ad un librone enorme una poesia che avevo scritto poco prima della mia laurea-triennale-in-filosofia, l'avevo totalmente rimossa (per fortuna). Poichè nonostante tutto ho ancora un amor proprio (quello non muore mai) dovrei censurarla e invece la metto qui, che dopo tre anni le cose non sono mica cambiate per niente....
Orribile poesia mentre scrivo la tesi
Non sono abituata a scrivere
ma scrivo in continuazione
Di solito vengono fuori solo cose orribili
I miei maldesatri tentativi filosofici
si riducono ad un grottesco collage di cui sperimento la totale ridicola inutilità.
L'università è seria quanto una cattedra
Mi stride il cervello i contatti vacillano.
Non sento che odio ed è tutta colpa tua.
Sono abbandonata in un gorgo di parole incoerenti
Ed è impresa veramente penosa quella che mi sono preposta.
Io non so nulla e mi sento morire
mi sento morire e rido di me stessa.
Non c'è misura per il disgusto che provo per questa tesi.
Ho il petto oppresso e le mani tese
il volto mi brucia e gli occhi non sono che fessure.
Squisitamente fisica
è la repulsione che provo per me stessa e per questa tesi
La creatura più mostruosa che mi potessi inventare.
Brutta come questa poesia è la mia tesi
discordante, ampollosa e supponente.
Cosa cazzo voglio dimostrare a me stessa?
Non valgono niente la tesi, la poesia e questi
tentativi meschini di riabilitarsi scrivendo
Sono solo più incazzata di prima
A GRANDE RICHIESTA.......
Ci sono mille motivi per cui una persona magari ha un blog e non ci scrive su per due o tre mesi.
Ad esempio:
non vuole divulgare le sue cose
Non sa che scrivere
Si è stufata
Pensa che sia un passatempo da sfigati
Ha di meglio da fare
Pigrizia e negligenza
e molto altro
Però in particolare, Miss Kellie è stata trattenuta da un lieve impedimento (e non si tratta di piedi!): oggi mi collego al blog e cerco di postare, splinder mi dice di pazientare. Paziento. Qualche minuto, un quarto d'ora, vado a pranzo, torno e mi dice ancora di pazientare. Paziento. Mi metto a chattare. Il blog chiede ancora pazienza. Alchè mi incazzo e mi ricordo che anche altre volte mi aveva dato questo problema e proprio questa insolente richiesta di pazientare mi aveva distolto quei rari momenti di ispirazione. Poi, oggi l'illuminazione! Praticamente il filtro dell'antivirus istallato mesi addietro si è scagliato contro la mia pagina personale, e solo ora ho capito qual'era il problema. ma ora sono qui e sto bene e sto pure per compiere 25 anni... E per affrontare il trauma della festa.
X-men III è il film più figo della storia del cinema, altro che leoni d'argento inventati appositamente per premiare Nuovomondo. Ma poi se Nuovomondo è un film così bello e meritevole di seguire le iridate orme del cinema d'autore italiano perchè inventare un premio apposito? Che gli dessero il premio vero, o un premio minore e se c'è un film più meritevole che diano il premio al film più meritevole. E se non rimangono più premi, pazienza, vuol dire che c'erano altri film più meritevoli e basta. Sarò ingenerosa e insensibile ma ho maturato un disgusto per i film che si autopropongono come capolavori. Il capolavoro non è fatto in modo che si capisca che è fatto per essere un capolavoro. Non è che uno va al cinema, esce e dice: questo potrebbe essere un capolavoro. No. E poi fra un anno e mezzo non se lo ricorda più nessuno. Secondo me. Volevo solo dire che Nuovomondo non è un capolavoro, è un bel film, magari nessuno pensa che sia un capolavoro, però qualcuno pensa che sia un film stupendo. Secondo me sbagliano. Poi se rimarrà come una pietra miliare del cinema mi ricrederò, ma non credo accadrà.
Poi Maurizio Costanzo a me mi mette proprio inquietudine. E' un cafone inestinguibile e ha un ermellino nella laringe. Invece Maria de Filippi mi sta simpatica, è bello poter credere che un robot umanoide l'abbia concepita per tessere oscure trame subliminali da inviare tramite tubo catodico. Io credo che abbia un preciso piano educativo, forse l'hanno rapita i templari o gli alieni, l'hanno smembrata e ricostruita di metallo per farne un profeta mediatico (e mediaset ma soprattutto Aset-tico) e preparare il momento adatto all'ascesa di un nuovo mondo (di templari o di alieni o di Atlantide, però penso soptrattutto di alieni)
Poi a me mi stanno sul cazzo le ragazze che prima fanno le trasgressive le libertine le femministe che io non voglio impegnarmi, che se mi va vado a letto ogni giorno con uno diverso, che faccio il cazzo che mi pare tanto non sono mica fidanzata e poi si incazzano o si esauriscono si stupiscono o si lamentano che il primo puttaniere che trovano le tratta esattamente nella maniera in cui si sono poste. Non mi piace che una ragazza creda di avere il controllo di sé e poi non abbia una percezione lucida della sua persona. E si lamentano magari che non c'è rispetto. Secondo me quelle che si pongono in questa maniera dovrebbero rendersi conto che non avrebbero il diritto di rompere i coglioni se quello che se le è scopate il giorno dopo non le chiama e nemmeno il succesivo. Invece le donne non si rendono conto di essere delle rompicoglioni assurde. Fanno le donne oggetto e poi hanno le pretese. Gli oggetti non hanno pretese e non si stupiscono nè si indignano.
Forse sto diventando livorosa....
Una notizia davvero importante: mi è guarito il piede, dopo 11 mesi, 16 sedute dermatologiche, acidi e crioterapie, dolori lacrime e sangue ho debellato il male che è in me.
Per il resto ci sono nuvole in continuazione
un panda che salta, genealogie mitologiche all'orizzonte, piante grasse e un week end al mare, lo scorso week end al mare si è concluso in tragedia, a causa di scelte inopportune e paventate verruche alle mani. Per fortuna invece il male che mi afflisse è DE BE LLLLLA TO.
Recentemente ho letto una poesia di una sconosciuta che mi è talmente rimasta impressa e mi ha talmente colpito che non ho potuto fare a meno di impararla a memoria. La scrivo qui per dare testimonianza di come accostando parole di cui non si capisce bene il significato si possa creare una memorabile e grandiosa cagata di portata storica.
DOVE TERMINA IL FINITO![]()
INIZIA L'INFINITO
E ALL'INFINITA' ASTRATTA
SI CONTRAPPONE IL VUOTO COSMICO
TUTTO E' SILENZIO
Credo di non aver mai letto una cosa più schifosa.
Vince il premio Ragno schifoso 2006 per l'insignificanza fuori misura.

That's all Folks!!!
Forse c'è qualcosa che non va....
post arcobaleno
![]() |
Negli ultimi tempi, (una decina d'anni) ho cercato qualcosa. Un'occupazione, no un lavoro davvero non l'ho cercato, ma qualcosa cui darmi, più o meno tutta. Negli ultimi mesi, in ordine sparso:
ho stretto i contatti con la donna più bella del mondo, per accorgermi poi di essere una specie di zerbino emulatorio e lasciarla perdere non prima di essermi informata sulla sua maestra di pianoforte, che prima era incinta, ora ha da fare con allievi del conservatorio e poi si trasferirà a Monteverde, ossia luogo romano abbastanza centrale ma anche da me non troppo raggiungibile. Insomma ho rimesso le mani sul pianoforte... e poi le ho tolte.
Ho preso il numero di telefono di una compagnia teatrale, alquanto scalcinata, da quanto ho visto, ma autogestita, una cosa carina, ho pensato... ma poi non ho telefonato.
Allora ho deciso per la grafica web, ero fomentatissima, ho scaricato il superprogramma e.... purtroppo era shareware, cioè dopo un mese stavo a mani vuote e acquistarlo mi pareva troppo, magari un giorno....
Ho pennelli, colori ad olio e due tele, me li hanno regalati, ma al momento mi manca il cavalletto... e più verosimilmente la voglia.
Ho comprato il materiale per il tipico hobby delle pensionate depresse: Decoupage, ho fatto un paio di oggettini guardabili, ma per il resto non faccio che distruggere quello che ho "creato" per ricominciare da capo, proprio ieri ho preso il coltello e ho distrutto un portacenere decorato che mi faceva un po' schifo.
Ho deciso di andare a ballare salsa cubana, ho fatto una lezione, così per cominciare ad assumere il fatto di essere ridicola, ma non ho continuato, un po' per la situazione podale, un po' per la distanza, forse a settembre, chissà...
Dimenticavo il giardinaggio fai da te... che scema. Uno compra una pianta, e poi fa tutto lei (pianta, fai da te).
Il bilancio sono 6 attività prese e lasciate in tempi record e 21 puntini di sospensione.
Intanto il gatto di Chiara mi ha rotto le calze e il gatto di Marzia ha rischiato il trauma cranico mea culpa.
Vado a studiare, che è ora, prima però mi faccio un giro per blog, che ho trascurato molto i miei amici telematici, e purtroppo non solo, ma lasciamo perdere, che è meglio.
Vado a pranzo dalla donna più bella del mondo!!!
Leggevo su Repubblica un articolo sui temutissimi (da me) curriculum vitae o meglio curricola vitae (aiuto il latino). Praticamente le temutissime aziende si sono accorte che non bastano a capire qualcosa del probabile assunto, forse perchè di solito vengono rimpinzati di attività di fantasia e giri di parole con trionfo di creatività...? Comunque, stanno ricercando anche altri strumenti per appurare capacità e personalità del povero lavoratore, tra questi.... IL BLOG.
Mi faceva ridere che un'azienda leggesse il mio blog per farsi un'idea, chi mi assumerebbe per quello che scrivo? Un negozio di animali? Un giocattolaio? Forse ho qualche possibilità con la Hasbro...
Nel frattempo mi sono vista il sito della Hasbro, cazzo è una supermegamultitutto dell'infanzia, io pensavo che avesse a che fare solo con Hallo Kitty e cose affini, invece ha anche la MB, Tiger etc etc una cifra di cose... Il supermonopolismo del giocattolo.... Mesà che non mi assume.
N.B. L'angolo del gatto sulla colonna sinistra!!!
Riparazione
Si fa presto a dire di essere stronza, ad autocommiserarsi, ci vuole sempre poco a parole. Magari le scegli bene, ti ci impegni e poi ti distrai e mandi tutto all'aria. Questa è una storia accaduta un po' di tempo fa, che mi ha dato parecchio da pensare (di essere stronza), di cui non riuscivo a parlare serenamente nemmeno col mio ragazzo, perchè mi bruciava alquanto. Avevo conosciuto una ragazza, all'università, ci stavamo simpatiche, avevamo delle cose in comune, tolleravo assai bene quei difetti che scorgi inevitabilmente quando sei abituata ad analizzare e fare radiografie, poi cominciammo ad uscire, a telefonarci, a confidarci. Non credo sia una falsità che le donne con difficoltà si aprono e fanno amicizia, ma con lei era cominciata, quasi tre anni fa, e sembrava assai più attaccata a me di quanto lo sembrassi io, che sono spesso fredda e critica e pure quando manifesto affetto sembro tirata. Le dissi le mie sfighe, le paranoie sessuali, i problemi con mia madre, che all'epoca cominciavano a diventare insormontabili. Avevo un lavoro in biblioteca, una specie di legame con gente in Sardegna, delle amiche che mi avevano fatto un certo sgarbo tenendomi nascosta una cosa e poi dicendomela a cose compiute, riguardo una vacanza. Era quasi estate e mi propose un viaggio insieme, mi disse che potevo essere una buona compagna di viaggio. Io invece avevo dubbi sul fatto che lei potesse esserlo, per via di alcune sue debolezze, in sostanza aveva avuto una delusione bruciante con un tipo e passava ore a piangere, a lamentarsi, a non capacitarsi ripetendo sempre le stesse cose. Io la ascoltavo in silenzio, non sapendo bene cosa dire e fare. Poi mi pareva sola e per qualche ragione (la più evidente credo sia perchè sono stronza) non riuscivo bene a sostenere il fatto di essere in quel momento una delle persone a lei più vicine. Io non avevo nulla da fare quell'estate, pensavo, e accettai di andare con lei. Poi vennero i problemi, con il lavoro in biblioteca sommato ai vaneggiamenti molesti di mia madre e un invito in Sardegna, di cui avevo parlato ad un'altra amica. Mi sentii costretta, impacciata. La situazione era incasinatissima, a causa della mia indecisione e altre cattive abitudini, praticamente annullai quel viaggio perchè avevo dubbi assurdi, su di me, se fossi stata in grado, io da sola a farla divertire, su di lei, se fosse stata in grado di non piangere per la maggior parte del tempo, sui turni della biblioteca, che ancora non erano fissati, non c'era tempo e non ero serena. Mi pareva un bivio, fare quello che preferisco o fare quello che è giusto e doveroso, avevo praticamente dato la mia parola, non era un giuramento, ok, ma una parola, per quel valore che potesse avere...
Lei ci rimase malissimo, per forza, le avevo rifilato un bidone madornale, non capì, cercava soluzioni plausibili... non ho avuto il coraggio di sentirla per mesi. Mi sono consumata dal senso di colpa, andando da un estremo all'altro, dal rimorso nero, al senso di liberazione. Poi le spedii un messaggio, sincero, e ci parlammo. Avevo fatto un casino e le spiegai cose che al tempo non le avevo detto, sinceramente. Daprima il disagio era l'emozione principale quando ci incontravamo, poi però lei si aprì di nuovo, nemmeno mi insultò poi tanto, bastava il mio autosguardo a dire molti più improperi di quanti se ne fossero espressi a parole. Ovviamente non mi chiamava più. E io non la assillavo, non volevo la soddisfazione del perdono, volevo tornare ad essere una persona a lei vicina, se voleva, se le serviva, e sentire in maniera sana cosa significa avere un briciolo di importanza per qualcuno. Per un anno sono stata una presenza discreta e disponibile, ora abbiamo ripreso a vederci, a uscire, a organizzare cose insieme.
Io pensavo che una meschinità del genere non l'avrei più fatta, e invece ne ho fatta un'altra. Una di quelle per cui una specie di riparazione nemmeno è necessaria e le parole sono abbastanza inutili. Mi dispiaccio, poi cercherò di parlare, senza la coda fra le gambe...
Il quaderno blu.
La prima volta che ho visto la mia facoltà mi si riempiva il cuore, un parco e dei sentieri, tanti alberi, un pozzo antico e l'edera, la serra, le aule nel verde e gli archi, le vetrate, i soffitti affrescati. Lasciavo un posto squallido che rifiutavo e mi rifiutava e trovavo un luogo sconosciuto e le sue vie da scoprire. Le vie erano le persone. Sono tutte ben custodite, non lo sanno, io le percorro e provo affetto e malinconia, speranza e voglia di percorrerle ancora. Ma io ero la stessa, sempre la stessa. Con quella specie di antipatica disposizione o attitudine, con quella specie di accoglienza che contraddice sguardi troppo silenziosi, sguardi imbarazzanti, sguardi inquisitori, sguardi che non vogliono dir nulla. Ogni volta però c'è qualcuno disposto a parlare di te parlando di se stesso. Se mi fermo in una panchina a parlare e ad aspettare, ancora ad aspettare, vedo davanti a me volti ripiegati, volti pieni di entusiasmo, volti impassibili, preoccupati. "Sei sempre così emotiva? l'emotività, soprattutto la paura è la scintilla fondamentale, non so se hai mai fatto teatro, ma senza paura non puoi farlo, perchè è proprio quella che gli altri vogliono da te e tu da te stesso"... Parlava senza guardare, e il mio sguardo era altrove, tradiva impazienza, ma non c'era impazienza. I miei sguardi sono traditori. Mi chiedo se forse non sia io che faccio di loro fedeli servitori. Intanto mille persone passano accanto, ridendo, proponendo, parlando e chiedendo. Io scrivo nel quaderno un recapito, poi torniamo. Godot è sempre già passato.
BLOG COMPLEANNO!!!!!
Un buon blogcompleanno, a te! A me!
Il micioblog ha compiuto un anno stamattina!!!
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